Filetto (Camarda-L'Aquila)

Appunti sul paese

Filetto Ŕ un piccolo villaggio sito nella circoscrizione di Camarda del comune dell'Aquila. Fino al 1927 faceva parte del comune autonomo di Camarda. Si tratta di un centro agricolo, non pi¨ pastorale, il cui dialetto appartiene al gruppo raialese delineato nell'Introduzione.

La storia di Filetto comincia prima dell'incastellamento, allorchŔ il nome ...de Filecto... Ŕ citato in documenti a partire dal sec. XII come semplice toponimo. E' opinione diffusa che il successivo 'castello' di Filetto, che partecip˛ alla fondazione dell'Aquila, dovesse sorgere nei ressi della chiesa di San Crisante.

Tale chiesa, con annesso monastero, dipendeva dall'Abbazia benedettina di Bominaco, ed Ŕ giÓ citata agli inizi del sec. XI. Fino al 1706 chiesa parrocchiale fu la cosiddetta Chiesa Vecchia, poco fuori del paese, dedicata a San Giovanni Battista; successivamente a causa del terremoto del 1703, venne trasferita a Sant'Antonio da Padova, eretta alla fine del sec. XVII.

Appunti sul territorio

Il tenimento di Filetto si colloca alla sinistra orografica della valle del Raiale, lasciando a Camarda e Paganica le localitÓ di fondovalle ed occupando invece ampi settori montani compresi fra Assergi a nord e Pescomaggiore a sud, e ad est fino alla Fossetta di Paganica, confinando anche con Barisciano.

La montagna di Filetto Ŕ caratterizzata da un allineamento principale, formato - da nord a sud - dalle montagne di r˛fano (1514 m), del cumbustˇne (1465 m) e soprattutto da mˇnde r¨zza (1643 m). Fra le prime due Ŕ il valico della forcŔlla (1427 m), mentre fra le seconde la ben pi¨ importante fˇrca (1402 m). Al di lÓ di questo allineamento si estende il pianoro di fˇgno, in passato il 'giardino' di Filetto. Si tratta di un bacino chiuso, delimitato a nord da modesti dossi che, lungo il tracciato della strada statale n░ 17 bis si saldano alla mole di mˇnde crýsto (1928 m), la pi¨ alta cima del territorio. Dal citato allineamento si staccano, poi, alcune dorsali minori che scendono in direzione dell'abitato, fra le quali i due crinali delle c˛cce, divisi dal fossÓuto, e culminanti con i 1276 m di collÓuto il primo, con alcuni cocuzzoli senza nome (1302 m) il secondo. Alle estremitÓ occidentali ed orientali, questa montagna Ŕ delimitata dalla valle della fˇce e, rispettivamente, dalla parte alta della valle di Filetto la quale, pi¨ in basso, riceve la prima e compie un giro completo sotto allo sperone dove sorge il paese, per poi gettare le sue acque nel torrente Raiale presso Camarda. Pi¨ a sud, appartiene ancora a Filetto la testata della vÓlle fi˛cana di Pescomaggiore, che si perde fra i colli nei dintorni di Paganica: lo spartiacque fra i due impluvi passa su di un allineamento che comprende, dai confini di Camarda, il c˛lle bianghýno (1080 m), la cima della crˇce (1124 m), il c˛lle rotˇnno (1166 m) e poi il c˛lle lˇngo (1259 m), il c˛lle ciurrÚtta (1287 m) ed il c˛lle quarˇsa (1304 m), per saldarsi infine al crinale di mˇnde r¨zza.

L'emergenza pi¨ rilevante della montagna di Filetto Ŕ rappresentata dalla chiesa di San Crisante e Daria, situata a 1202 m su un ripiano naturale dirimpetto all'abitato. Poco pi¨ a valle, sono gli insediamenti rupestri di San Crisante, mentre numerosi altri ricoveri si trovano in localitÓ casŔlle. Nei pressi della fˇrca, e sotto al paese, inoltre, si possono vedere i resti della chiesetta di Sant'Eusanio e, rispettivamente, della chjŔsa vŔcchja. Fra le sorgenti, meritano particolare attenzione la fˇnde vŔcchja, nella valle sotto Filetto, la fˇnde egliu r¨bbio, lungo la recente carrozzabile per fˇgno, la fonte di cretar˛la, a breve distaza dalla statale n░ 17 bis, nonchÚ diverse altre in localitÓ pi¨ appartate o nel fondo della valle di Filetto.

La carta CAI dei sentieri propone diversi itinerari che interessano la montagna di Filetto. Fra questi, una traversata per Assergi, la salita alle cime di r˛fano, di mˇnde r¨zza e di mˇnde crýsto.

La toponomastica

La valle di Filetto
1. Salendo al paese lungo una vecchia sterranta da Camarda, piuttosto che seguendo la pi¨ recente carrozzabile (strada provinciale, asfaltata nel 1972), si costeggia per un buon tratto la valle che scorre sotto lo sperone (1088 m) sul quale sorge l'abitato. La prima localitÓ che si incontra, sulla destra, Ŕ prÓto rÓnne (845 m), un settore di prato umido circondato a monte ed a valle da boscaglia.

2. In direzione del Prato Grande, scende sulla sinistra della valle il breve fosso con la sorgente di vagnatˇre de sˇtto, indicata come F.te Vagnatore sulla cartografia IGM. Il nome deriva dalla voce dialettale per il bagno degli animali, dalla quale anche il toponimo Bagnaturo (Aq). E' interessante notare che una seconda fonte, situata pi¨ a monte nella stessa valle, Ŕ detta vagnatˇre de sˇpra, mentre le carte IGM riportano una versione diversa dalla precedente, Sorg.te Vagnadaro, completamente svisata.

3. In corrispondenza della localitÓ rinýccio, posta sulla destra orografica del fosso, la sterrata abbandona il fondovalle per risalire, con alcuni tornanti, la costa che regge l'abitato. Nella citata contrada sono segnalate alcune casette (860 m) sulla cartografia IGM, mentre il nome, non riportato, deriva dalla rena presente nella zona, dove forse si trovava una cava.

4. Seguendo la sterrata che sale da Camarda, al primo tornante (verso sinistra), si pu˛ deviare lungo l'impluvio della mÓll'accettˇne, seguendo un antico sentierino che poi sale a svolte ricongiungendosi alla carrozzabile. Il nome della valle Ŕ riportato come Malle Cettone sulla cartografia IGM, ma appare pi¨ corretta la dizione dialettale, la quale presuppone una derivazione del toponimo da accetta, cioŔ, come per altri toponimi analoghi, da un antico taglio del bosco per la messa a coltura od il pascolo.

5. La costa sotto la provinciale, alla testata di Valle Accettone, Ŕ detta macerýna rÓnna, da un termine macera che indica i cumuli di pietre ottenute dal dissodamento di un terreno, ma anche, alquanto impropriamente, i muretti realizzati con tali pietre. La seconda parte del toponimo Ŕ, ovviamente, l'aggettivo grande.

6. Pi¨ in basso, si trova la localitÓ fiÚtta nýngue, un ripido fosso sotto al paese che confluisce nella Valle Accettone. Il toponimo deve essere alquanto antico, derivando dal fitonimo collettivo latino filectum 'felceto', a sua volta da filex, -icis 'felce' (attraverso la palatalizzazione della liquida), e da esso prende il nome l'insediamento di Filetto, visto che tale nome, prima di indicare il castrum, Ŕ attestato in origine come coronimo. Quanto al termine nýngue, esso formalmente appare riconducibile al verbo dialettale per 'nevicare', ma il senso del composto non Ŕ affatto chiaro.

7. Continuando lungo la sterrata, dopo la foce della Valle Accettone si sale con un paio di svelti tornanti alla contrada di fˇnde spˇgna, caratterizzata dalla presenza dell'omonima sorgente, riportata sulla cartografia IGM come F.te Spugna. L'origine del toponimo sta nella caratteristica del sito: in tale localitÓ si scaricano le acque provenienti da sorgenti sotto il paese, ed in passato tale acqua era usata per lavare e per gli usi domestici.

8. Una seconda sorgente si trova un po' pi¨ in basso, ed Ŕ la fˇnde mazzŔlla, anch'essa riportata nelle carte, ma senza nome. Il fosso che scende in questa contrada Ŕ detto pisciarÚglio: si tratta di un esile rio, stando al nome, il quale allude ad uno stillicidio d'acqua (dal verbo pisciare) piuttosto che ad una portata cospicua.

9. La sterrata seguita fin ora termina alla periferia ovest del paese, lambendo nell'ultimo tratto le prat¨cce, che saranno delle piccole porzioni di pascolo (qui il termine prato andrÓ interpretato in tal senso, piuttosto che in quello di 'prato umido').

10. Appena ad ovest dell'abitato, invece, il pendio degrada con il fornÓle. Deve trattarsi di una localitÓ piuttosto calda, dato che i toponimi del tipo forno (in questo si trova una estensione in -ale) sono per lo pi¨ traslati geografici, e non indicano necessariamente la presenza di, ad esempio, un forno per la calcinazione delle pietre, o di una fucina metallurgica.

11. Dal lato nord, Filetto si regge sulla costa dello schjˇppo, la quale si affaccia sulla valle in direzione del Bagnatore di sopra. Quanto al nome, esso appare una metatesi di scˇppio, che a sua volta rifletto una voce latina scopulus 'scoglio', a sua volta imprestito dal greco. Va notato che dalla stessa voce deriva anche il nome di Scoppito (Aq).

12. Completando il giro dell'abitato, si osserva che dalle case all'angolo nordest del paese si scende con una strada bianca in traverso alla valle di Filetto, che ora si dispone in direzione nord-sud. Tagliando le c˛ste sÓnde, si perviene ai ruderi della chjŔsa vŔcchja, seminascosti dalla vegetazione sotto il paese. Si noti come l'aggettivo santo venga di solito usato per definire una localitÓ con riferimento, come in questo caso, alla presenza di una chiesa. Inoltre, va ricordato che nei pressi della chiesa vi Ŕ anche l'edicola mariana della madonnŔlla.

13. Il pendio ad est dell'abitato, infine, lungo il quale si scende con una sassosa stradina direttamente alla madonnŔlla, Ŕ detto c˛lle vignÓno, un toponimo che deriva dal personale latino Vinius, attraverso una formazione prediale, col tipico suffisso -anus.


La montagna di Rofano
14. La montagna che segna il confine fra i tenimenti di Filetto e di Assergi Ŕ r˛fano, culminante con un ampio tavoltato alla quota massima di 1514 m. Il toponimo riportato sulla cartografia IGM, Cime Monte Rofano, si riferisce proprio alla vetta, mentre M. R˛fano Ŕ il punto trigonometrico a 1479 m, su uno sperone a sudovest della cima, affacciata su Filetto. Il nome della montagna, che anche ad Assergi Ŕ chiamata r˛fŰnŰ, riflette la voce dialettale per indicare lo 'spinacio selvatico'.

15. Alla cima di Rofano si sale da Filetto seguendo un itinerario di grande valore storico-architettonico, che ha il pregio di toccare l'importante chiesa di San Crisante e Daria (1202 m). Dal paese, occorre scendere all'edicola mariana della madonnŔlla, nei pressi della quale Ŕ il freschissimo fontanile derivato dalla fˇnde vŔcchja la quale, come conferma la cartografia IGM, si trovava un poco pi¨ a monte nella stessa valle di Filetto.

16. Dalla fonte, occorre seguire un sentiero che, guadata la valle, entra nell'angusto valloncello della fˇce, e lo risale per un breve tratto, non potendosi proseguire oltre per via della fitta vegetazione. Il nome di questo fosso riprende il tipo toponimico foce, che si applica spesso a forre - famosa Ŕ quella presso Celano (Aq) -, ma designa anche lo sbocco di un vallone al piano, in collina, ecc.

17. Evitando di entrare in una degradata pineta di rimboschimento, si risale ora sul costone a nord della valle, pervendendo al complesso di grotte e ricoveri naturali noto col nome le rˇtti de sÓndi risÓndi ('le grotte di San Crisante').

18. Questo luogo, a quota 1072 m, costituisce un punto nodale fra la strada che sale a Rofano ed altre due vecchie mulattiere, volte a raggiungere il vicino fosso della Foce. Il nome della localitÓ, trÚo, pu˛ infatti derivare da un latino trivium 'trivio, incrocio di tre vie', e si confronta con analoga designazione in tenimento di Rocca di Cambio (Aq). Tale toponimo Ŕ forse citato in atti di compravendita del sec. XV come trigliu.

19. Proseguendo verso la cima di Rofano lungo l'itinerario segnalato sulla carta CAI, prima di giungere alla chiesa di San Crisante e Daria, occorre guadare un fosso (1119 m), caratterizzato da diversi sbarramenti, al cosiddetto malepÓsso. Va ricordato che il tipo passo indica in toponomastica proprio il 'guado', o un 'passaggio' fra rocce. Il significato dell'italiano 'passo' Ŕ, invece, sconosciuto alla nomnclatura geografica dialettale, che utilizza in tal caso sella, guado, forca, portella, ecc.

20. Appena sopra il guado, si impiana sulla nuda crestina delle piÓe che costituisce un'appendice protesa verso ovest della montagna di Rofano. La cima Ŕ in direzione ovest, a quota 1149 m, ma il toponimo si riferirÓ ad uno dei due versanti, entrambi incolti, giacchÚ riflette il latino plagia 'pendio, fianco di monte'. Le carte IGM hanno il toponimo le Piave, ma la resa in italiano sarebbe piuttosto Piagge.

21. Il costone meridionale delle piÓe Ŕ risalito dal sentierino delle tasci˛le, che parte nei pressi del Bagnatore di sopra, cosý chiamato dal nome dialettale della 'talpa', per via della presenza di tane di questo animale. Pi¨ ad ovest, si trova una zona in passato coltivata, per la quale le carte IGM segnano alcune casette. Si tratta della localitÓ detta u cerrÚto, perchÚ in origine era ricoperta da un bosco di cerri, prima che questo venisse tagliato per permetterne il dissodamento.

22. Dalla cima della cresta delle piÓe, si pu˛ salire in breve alla chiesa di San Crisante e Daria, tenendo sulla destra il fosso guadato al malepÓsso. In alternativa, la carta CAI suggerisce un secondo itinerario, oltre a quello che sale a Rofano. Si tratta di una traversata a mezza costa che arriva ad Assergi, toccando dapprima la sorgente di fˇnde acquatýna, che oggi Ŕ la presa dell'acquedotto di Filetto. Quanto al nome, riportato sulla cartografia IGM come F.te Acquatina, si tratta di un diffuso diminutivo di acquata, pp. con valore intensivo di acqua, che si confronta con analoghe designazioni, ad esempio nella vicina Aragno.

23. Proseguendo lungo la traversata per Assergi, si passa a monte del cocuzzolo (1205 m) che, per la sua forma, Ŕ stato battezzato castellÓno, come indica anche la cartografia IGM (Castellano). Ancora oltre, si guada un secondo fosso, quello dell'Ócqua egliu fÓo, ossia l'acqua del faggio', nome che allude ad una antica faggeta, della quale, per˛, resta ben poco. Qui confluiscono due impluvi minori, in mezzo ai quali si trova la contrada di mÓcchja lÓta. Questo nome, riprodotto tal quale sulle carte IGM, Ŕ in effetti formato dall'appellativo macchia 'boscaglia' e dall'aggettivo latino latus 'largo', con riflessi solo in toponomastica e specialmente in area aquilana. I coltivi dell'Ólia tÚse, anch'essi situati nella zona, portano invece un nome alquanto oscuro.

24. L'ultima localitÓ in tenimento di Filetto, prima della pineta di Assergi, Ŕ il nudo crinale delle vŔne egliu pÚschjo. Tale nome non Ŕ riportato sulle carte, ma si compone della voce vena che, come in italiano, ha il valore di 'fascia rocciosa dalla quale stilla acqua' e 'cava mineraria', e dal termine peschio, di origine italica, che designa un macigno.

25. Dalla chiesa di San Crisante e Daria (1202 m), si sale alla cima di Rofano dirigendosi dapprima verso la fˇnde cistŔrna (1242 m), dalla quale viene l'acquedotto di Filetto, senza nome sulla cartografia IGM. Pi¨ oltre, occorre rimontare e poi tagliare a mezza costa gli accidentati pendii dei marrˇni, presso i quali doveva sussistere in passato un castagneto, visto che marrone Ŕ voce sinonima di 'castagno'. Una breve salita ai dossi sommitali conclude il sentiero.

26. Le pendici meridionali della montagna di Rofano sono solcate da numerosi valloni, fra i quali spicca la vÓlle farÓglia, che pi¨ in basso confluiscono nella forra della Foce. L'appellativo farÓglia sarÓ un derivato di fara, voce di origine longobarda che designava in origine l'insediamento riservato a membri di tale stirpe, poi anche, pi¨ genericamente, 'piccolo podere rurale', con un suffisso -alia dal valore collettivo, con connotazioni spregiative. E' per˛ da notare che Faraglia Ŕ anche un cognome diffuso in passato a Filetto.

27. Ad est della Valle Faraglia scende il crinale di muccýttu, sul quale si trovano alcuni vecchi coltivi. Il nome Ŕ riportato sulla cartografia IGM nella versione Mocitto, ma l'origine va ricercata nell'appellativo voceto che indica il 'pascolo', attraverso una falsa intrpretazione del suffisso -eto come diminutivo -etto, ed il frequente scambio di m-/v- in posizione iniziale.


La montagna delle Cocce
28. Dirimpetto all'abitato, in direzione est oltre il solco della valle di Filetto, si innalza una fascia di media montagna, costituita da due crinali culminanti con complicati allineamenti di cocuzzoli, nota complessivamente con il nome le c˛cce. Il pi¨ alto di questi cocuzzoli svetta a quota 1302 m sul crinale meridionale, trovandosi piuttosto arretrato, mentre affacciati sul paese sono elevazioni di pi¨ modesta entitÓ, ma chiaramente visibili e pertanto distinte con un nome specifico. Quanto all'appellativo coccia, esso notoriamente vale 'testa', ed in toponomastica Ŕ usato per designare sommitÓ tondeggianti. Da notare che l'insellatura (1250 m ca.) che separa a monte il crinale settentrionale da quello meridionale Ŕ detta cÓpo le c˛cce, con la preposizione capo nel senso di 'in cima a'.

29. Oggidý la via per rimontare la montagna delle Cocce, fino a raggiungere il pianoro di Fogno e la statale n░ 17 bis, Ŕ una recente carrozzabile di circa 6 km. Si esce da Filetto trascurando la ripida discesa per la Fonte Vecchia e toccando la contrada di calicatˇre, caratterizzata da un grosso recinto di pietre a secco. Tale toponimo Ŕ formalmente derivato da un verbo *calicÓ, che rifletterÓ l'azione della 'calcinazione' delle pietre. Si tratta, quindi, di una calcara.

30. A quota 1066 m, si incontra un bivio con una sterrata che scende dentro alla parte alta della valle di Filetto, indicata da un recente segnavia. Questa strada va poi a guadare la valle, compiendo la cosiddetta v˛ta, ossia la 'svolta', prima di continuare come sterrata a mezza costa sotto la boscaglia di Ranieri.

31. Si entra cosý nello stretto vallˇne de pasqualÓccio, tributario della valle di Filetto, che si risale trovando un secondo bivio con la sterrata che pure ha come meta la Forca di Sant'Eusanio. Con un tornante, si aggira un cocuzzolo, impianando appena sopra la fˇnde bŔlla (1100 m), una sorgente dal nome trasparente, riportata sulla cartografia IGM. In breve, si giunge ad un secondo fontanile, sito lungo la strada, che sostiuisce la vecchia fˇnde egliu r¨bbio (1193 m), la quale si trovava a poca distanza, entro una valletta. La voce rubbio, che specifica tale toponimo, Ŕ una misura agraria.

32. Nel fosso situato fra le due sorgenti, si trova una fascia di dirupi detta pÚschi pÚsi, perchÚ gli spuntoni (peschio) sembrano 'pendere' dall'alto a chi transitava lungo la vecchia mulattiera di fondovalle. Sulla destra orografica, pi¨ in alto, si trova la localitÓ cesˇne. Si tratta di una boscaglia cedua, come suggerisce il toponimo, visto che la voce cesa pu˛ avere anche questo significato, con riferimento al taglio periodico delle piante, oltre a quello, pi¨ conosciuto, di 'debbio, tagliata'.

33. Proseguendo lungo la carrozzabile oltre la Fonte del Rubbio, si compiono alcuni giri, costeggiando dei muretti a secco nella contrada seminativa, ancora molto frequentata data la sua vicinanza alla strada, della r˛la, prima di giungere all'insellatura di Capo le Cocce. Il nome rola, formalmente, pu˛ essere interpretato tanto come diminutivo (suffisso -ola) di area 'aia', nel senso traslato di 'spiazzo', quanto di hara 'porcile'. Ma la conformazione del luogo fa propendere per la prima ipotesi, anche perchÚ il pi¨ diffuso riflesso di hara Ŕ la voce rolla, la quale presenta un diverso suffisso diminutivo.

34. Il crinale settentrionale della montagna delle Cocce si innalza giÓ dietro la Fonte Vecchia, con il costone della chj¨sa, sul quale sono segnalati diversi sgrottamenti (1154 m). Il tipo toponimico chiusa, presente anche nella vicina Assergi (Aq), indica quel crinale che 'chiude, serra' una valle; in questo caso, ovviamente, si tratta della valle di Filetto.

35. A monte della Chiusa, il crinale si fa meno pendente, con la spianata rimboschita a pino della sÚlva de mÚmmi. Tale nome fa riferimento ad una preesistente boscaglia (italiano selva, latino silva), mentre l'appellativo richiama un cognome locale, Memmi. E' curioso, invece, l'adattamento del toponimo che si pu˛ trovare sulla cartografia IGM, Selevamemme.

36. La cimata del crinale pi¨ settentrionale delle Cocce culmina con la quota 1276 m di collÓuto, senza nome sulle carte IGM. Il nome Ŕ trasparente, 'colle alto', e forse cosý appare visto da Filetto, rispetto ai colli vicini che, benchÚ effetivamente pi¨ elevati, sono collocati in posizione piuttosto arretrata. La contrada retrostante la cimetta Ŕ detta rŔte collÓuto. Il toponimo Ŕ presente nel giÓ citato atto di compravendita del sec. XV, come capo lucollauto.

37. Il crinale meridionale delle Cocce Ŕ diviso dal settentrionale dall'impluvio del fossÓuto, tributario della valle di Filetto (Ŕ proprio in contrapposizione a questa, che nel citato toponimo si trova l'aggettivo alto), nonchÚ dall'avvallamento di cerÓscio, una zona di passaggio, improduttiva, cosý chiamata dalla presenza di qualche pianta di ciliegio (latino cerasus). Il cocuzzolo dei raniÚri (1184 m), estremo margine di un'allungato terrazzo, spicca su questo lato della montagna. Il toponimo Ŕ riportato anche sulla cartografia IGM, come Ranieri, ed effettivamente sembra riflettere tale personale medievale.


La montagna del Compistone
38. Sull'allineamento che chiude a sudovest il piano di Fogno, dopo la cima di Rofano viene la propaggine del cumbustˇne, che si eleva a 1465 m, ed Ŕ parzialmente rimboschita sul lato ovest. La montagna Ŕ indicata come M. del Compustone sulla cartografia IGM, ed in effetti la designazione riflette un raro appellativo compistone, che indica un 'ammasso di pietre', foneticamente attraverso assimilazione delle vocali protoniche. L'appellativo si trova nella toponomastica dell'Appennino Centrale anche nella variante primitiva compisto e, se risultasse formato da un prefisso intensivo cum-, anche nella versione aprefissata pisto. Ad esempio, a Lucoli (Aq), si trova il toponimo pýsti cangÚgli, ma questo Ŕ interpretato dalla cartografia IGM come variante locale di Peschi Cancelli. D'altronde, il valore lessicale di pisto (o compisto) e di peschio risultano non molto diversi.

39. La sella che divide la montagna del Compistone da quella di Rofano Ŕ la forcŔlla (1427 m), senza nome sulla cartografia IGM. Il termine geografico forca 'intaglio (a forma di V)' Ŕ usato con suffisso diminutivo per distinguere tale valico da quello pi¨ importante della fˇrca (1402 m), che si apre fra il Compistone e Monte Ruzza. Dalla Forcella ha inoltre origine un lungo ed isolato vallone che Ŕ detto di fˇrcia andýca, perchÚ seguito dalla mulattiera che andava a Fogno svalicando proprio alla Forchetta, itinerario che deve essere pi¨ antico rispetto a quello, ora ripreso dalla carrozzabile, che guadava a cÓpo la fˇrca. Quanto al nome fˇrcia, esso deriverÓ da un aggettivo sostantivato, *furceus, da furca.

40. Il versante meridionale del Compistone Ŕ attraversato dalla carrozzabile proveniente da Filetto che sale a Fogno per il valico di Capo la Forca. Seguendola oltre l'insellatura di Capo le Cocce, si transita attraverso le cosiddette prŔte strÚtte, ossia 'pietre strette', il passaggio fra le rocce che permette di scavalcare le Cocce, pervenendo in zona pi¨ aperta e pianeggiante. Qui si incontra il ripˇso, uno stazzo per gli animali (sulle carte Ŕ segnata a quota 1275 m una costruzione), sito in posizione 'strategica' prima della salita verso Fogno.

41. Con un tortuoso giro sul versante meridionale del Compistone, si attraversa una localitÓ ricca di sgrottamenti e ricoveri in pietra a secco visibili anche lungo la strada, la quale viene indicata sulla cartografia IGM come Caselle. Il toponimo casŔlle Ŕ noto anche ai locali di Filetto e denota la presenza di ricoveri temporanei nella zona. Il latino medievale casella, infatti, indica una costruzione rurale misera, una 'casupola'.

42. Si giunge cosý in breve al valico di cÓpo la fˇrca (1402 m), oltre il quale si estende la piana di Fogno. A breve distanza dal valico stradale, sulla destra, ci sono i ruderi della chiesa di Sant'Eusanio (sandusÓnio in dialetto), con un vicino capanno (1399 m).


La regione di Fogno
43. Il bacino carsico intermontano del piÓno de fˇgno si estende per buona parte in territorio di Filetto, da dove si sale ad entrambi gli accessi. La piana era in passato completamente coltivata e utilizzata per il pascolo dei bovini, e ritenuta dai locali 'il giardino' di Filetto. La toponomastica dialettale distingue fra pÚi fˇgno, la parte bassa, 'da piedi', e cÓpo fˇgno, la parte alta, 'da capo', culminante con la soglia (1434 m) che divide la regione dall'altro pianoro di fugnÚtto, appartenente a Barisciano (dove per˛ Ŕ ancora detto ru fˇgnŰ), sulla quale transita una recente pista. Inoltre, cÓpo fˇgno Ŕ anche il costone a nord della piana, con un nudo cimone alto 1625 m. La cartografia IGM riporta, invece, il toponimo Prato Fonno per la piana, oltre a Capo Fugno e Fugnetto. In realtÓ, tutti i toponimi citati derivano dall'aggettivo fogno 'molle', detto di terreno. Come noto, a Barisciano e, originariamente, anche a Filetto, la metafonia da -u non agisce sulle vocali medie chiuse, per cui la ˇ rimane inalterata. Nel dialetto pi¨ recente di Filetto, 'aquilanizzato', il nome della localitÓ tende, invece, ad essere f¨gnu, che coincide con la versione 'ufficiale' del toponimo, riportata sulla cartografia ed anche sulla segnaletica stradale.

44. Ai margini occidentali della piana (1386 m), sulle pendici di Rofano, si trova una localitÓ che costituiva la meta della via di Forcia Antica, che svalicava alla Forchetta per raggiungere in breve la carecÓra. Si tratta di una 'calcaia' (latino calcaria, da calx, calcis 'calce'), un posto, cioŔ, dove si cavavano le pietre per la calcinazione.

45. L'altra via che proveniva da Filetto Ŕ ora stata sostituita dalla carrozzabile che, dalla Forca, compie un ampio giro per evitare il fondo della piana. Dopo aver toccando la fonte dei pandÓni (sulla cartografia IGM F.te Pantani), la strada passa accanto ad una stalla, poi evita il Lago di Filetto, uno stagno verdeggiante, e lambisce un grosso casale. Nei pressi, sbuca quella che un tempo era la via di salita verso Monte Cristo, la cui prima parte Ŕ detta di prŔte castÓgne, presupponendo la presenza di un castagneto residuale nella zona. Ed Ŕ ancora significativo il toponimo mÓcchja martinŔlla che si riferisce ad altra localitÓ lungo la stessa via, ormai sotto la strada statale, dove non pare rimasto nulla della macchia originaria.

46. La strada asfaltata va a ricongiungersi con la statale imboccando la vÓlle zÚnghera, il cui nome deriverÓ da un soprannome locale, anche cognome Zingaro. Sulla sinistra, tiene il cocuzzolo dei nýbbi (1458 m), corrispondente al C.le del Nibbio della cartografia IGM. L'appellativo nibbio Ŕ una delle tante varianti del nome del 'ginepro', latino juniperus.

47. Guadagnando la strada statale n░ 17 bis in corrispondenza del bivio per il complesso sciistico di Monte Cristo, la si percorre tagliando le ripidi pendici delle c˛sta rÓnna, la 'costa' grande per eccellenza, che quindi non ha nulla a che vedere con il biblico Costa Aronna riportato sulla cartografia IGM.

48. Dopo circa 1 km, comincia una serie di tornanti, che costeggiano un vecchio itinerario, ancora vivo nella memoria dei paesani, che proveniva dalla piana di Fogno, lungo il quale si trovano due grosse mandre, ossia recinti per gli animali costruiti con pietre a secco. In basso c'Ŕ il mandrˇne (1431 m), con vicino una costruzione, mentre pi¨ a monte si trova l'Óccio egliu l¨pe. La voce iaccio, che indica lo 'stazzo' in numerosi dialetti, qui nella variante fonetica Óccio, deriva, come Ŕ noto, dal verbo latino iacere.

49. Proseguendo lungo la statale, si attraversa a quota 1577 m una sella dove in passato transitava la mulattiera della micci¨na. Questo nome dialettale pare essere stato ripreso dalla cartografia IGM come V. Maccione, ma esso deriva piuttosto da un fitonimo miccia. Nella cartografia storica (Marzolla, Rizzi Zannoni), Ŕ presente invece il toponimo Lamaccione, che appare un derivato di lama 'frana': da esso potrebbe derivare il nome ufficiale.

50. Lungo la cresta a nord della citata sella, si trova l'Óccio egli jÓnni biÓnghi, uno stazzo che prende il nome dal proprietario, tale 'Giovanni (Ianni) Bianchi', al plurale forse per indicarne la famiglia. La cartografia IGM ha ripreso questo toponimo, applicandolo alla cimetta alta 1653 m, che costituisce la massima elevazione di questa cresta.


Monte Cristo
51. Al tenimento di Filetto appartiene anche una porzione della grossa cupola di mˇnde crýsto (1928 m), per il resto pertinenza di Assergi e Paganica. Il suo versante meridionale Ŕ solcato dal lungo vallone delle macchj˛le, ben noto agli sci-escursionisti, indicato come V.ne Macchiole sulla cartografia IGM. Oggi i costoni ai lati della valle appaiono nudi, ma in passato dovevano essere ricoperte da rada boscaglia, da cui la designazione, che riflette il latino macula, in origine 'macchia'.

52. Nel vallone, a quota 1500 m, si trova la fonte di cretar˛la, toccata da una sterrata che sale dalla strada statale. Il nome della sorgente deriva dal tipo di terreno, essendo diminutivo (suffisso -ola) di un appellativo cretaro/-a, a sua volta collettivo di creta. Ma il nome 'ufficiale', riportato sulla carta CAI, Ŕ F.te di Pietra Guardia, il quale dipende dal toponimo dialettale prŔta guÓrdia, che designa il cocuzzolo (1612 m) che domina la fonte. Questo toponimo presenta, oltre a preta, variante metatetica di petra, l'appellativo di origine longobarda o, pi¨ probabilmente, gotica, guardia, che allude in origine ad un 'posto di guardia', per poi indicare delle localitÓ poste in sito sopraelevato.

53. Nei pressi della fonte di Cretarola, nel vallone delle Macchiole confluisce la pi¨ breve vallattˇne, senza nome sulla cartografia IGM che per˛ riporta il toponimo Costa Vallattone, applicato al versante sudoccidentale di Monte Cristo. Il nome in questione Ŕ composto da valle e da un personale di origine germanica (longobarda), Atto, o forse Azzo, quest'ultimo con varie attestazioni in epoca medievale.

54. Alle pendici del cocuzzolo di Pietra Guardia, si estendono le c˛ste egliu pˇpulo, tagliate dalla strada che conduce al complesso sciistico di Monte Cristo. Il nome Ŕ riportato sulla cartografia IGM, come Coste del Popolo, ed Ŕ formato dal nome geografico costa, 'pendio', e dal fitonimo popolo, rifletto del latino populus 'pioppo'.


Il Colle Quarosa
55. Seguendo la strada carrozzabile per Fogno, dopo circa 1 km dal paese, si incontra sulla destra un bivio con una strada bianca che pure ha come meta la Forca di Sant'Eusanio. Tale strada entra decisamente nella vÓlle elle pÚra, la quale Ŕ cosý detta con riferimento a qualche pianta di pero ivi presente, e tale nome Ŕ pure riportato sulla cartografia IGM, come Valle le Pere.

56. Sulla destra di chi sale lungo la strada bianca, si hanno dapprima le pendici del c˛lle elle cýtole (1133 m), un modesto dosso che prende il nome dall'appellativo dialettale per 'coccinella'. Quindi si lambisce il muragliˇne (1112 m), oltre il quale si trova la contrada di nˇce f¨ra, il cui nome indicherebbe un boschetto di noci, mentre l'aggettivo fura equivale a 'ladra', e si confronta con alcuni toponimi registrati a Pescomaggiore e Picenze, che farebbero pensare a vie frequentate da bringanti, se non indica un animale.

57. Alla testata della Valle delle Pere, la strada compie un ampio giro, per poi risalire pi¨ decisamente lungo la valletta dello spýno, caratterizzata da cespugliame spinoso, ancora in direzione sudest. Sulla sinistra si ha ora il crinale di cˇlle lˇngo, formato da diverse elevazioni attorno ai 1260 m, dietro il quale si trova una vallecola con la fˇnde mecˇne, chiamata a partire dal nome del proprietario di qualche podere nei dintorni.

58. Proseguendo lungo la strada, si affronta un lungo rettifilo in piano, toccando la localitÓ delle mÓndre egliu vÚzzo, dove si troverÓ qualche recinto di pietre a secco, chiamato mandra da una voce greca passata nel latino. La specifica vezzo Ŕ il nome del 'capro, becco'. Il nome della piana Ŕ, per i locali di Pescomaggiore, ju prÓto, dal quale dipende la designazione IGM M. del Prato, riferito ad un cocuzzolo poco pi¨ a sud.

59. Al termine del tratto pianeggiante, si incontrano alcune casette in corrispondenza di un doppio bivio con strade campestri riguardanti i territori di Barisciano e Pescomaggiore. La localitÓ Ŕ quella delle camŔrle, e presenta un nome di aspetto assai antico, per il quale si pu˛ ipotizzare una derivazione, magari attraverso una voce del lessico *camelle, dal tema *cam- di origine prelatina, che probabilmente Ŕ alla base di toponimi quali Camarda (Aq), Camicia, Pietracamela (Te) ecc. Un significato ipotizzato, ma affatto sicuro, per tale base sarebbe quello di 'cespuglio', mentre per il lessico va citata la voce cama 'pula del grano'.

60. In cima alle Camerle, svetta il cocuzzolo di c˛lle ciurrÚtta (1287 m), a confine con Barisciano. Il nome, riportato sulla cartografia IGM come C.le Ciurretta, dipende dalla voce ciurro 'pelo, ciocca', che si riferirÓ al cespugliame sulla sommitÓ del colle.

61. Lungo il crinale settentrionale della cima del Colle Ciurretta, si trova un ripiano (1243 m), sul quale la cartografia IGM segnala la presenza di una casetta. Si tratta della localitÓ di schjazzÚto, toponimo adattato come Schiarzeto sulle carte, mentre l'origine del nome Ŕ una formazione collettiva (suffisso -eto) dalla voce schiazza che indica uno 'spiazzo', o una 'radura'.

62. Dopo aver percorso le pendici del Colle Ciurretta, la strada bianca lambisce alcune casette alla pendici della lunga vÓlle pingiˇne, che pi¨ a valle confluisce nella valle di Filetto. Quanto al toponimo, appare composto da valle e da un appellativo che deriva da pencio 'coppo, tegola', usato come traslato geografico.

63. Si passa ora sotto la maggiore elevazione della zona, il c˛lle quarˇsa (1304 m), attorniato da diversi dossi di minore entitÓ. Il toponimo, riportato anche dall'IGM come C.le Quarosa, non ha confronti noti in ambito appenninico centrale, ed Ŕ pertanto da ritenersi oscuro.


Monte Ruzza
64. Proseguendo sulla strada bianca che, con ampio giro, si dirige verso Fogno, si trova una breve discesa verso l'avvallamento che si apre fra il cocuzzolo di Colle Quarosa e i ripidi bastioni meridionali del grande mˇnde r¨zza (1643 m). Tale montagna si estende formando una lunga catena allineata in senso nordovest-sudest, costituita da diverse cime, sulla pi¨ alta delle quali passa il confine fra Filetto e Barisciano. Quanto al toponimo, esso coincide con la versione 'ufficiale', riportata sulla cartografia IGM, M. Ruzza, ed Ŕ formalmente coincidente con il nome dialettale della 'ruggine', dal quale potrebbe dipendere per via della presenza di minerali di color rossastro (bauxite). In alternativa, potrebbe trattarsi di un riflesso della voce latina raudus 'incolto', da cui anche l'italiano rozzo. Qualche coltivo in effetti esisteva in passato, ma solo ai piedi dei compatti bastioni che reggono la cimata, nella localitÓ detta pŔe r¨zza (IGM Piede Ruzza).

65. Salendo lungo la strada bianca, si tagliano in diagonale le pendici di Monte Ruzza, percorrendo la contrada incolta dei sanÚgli. Tale nome ha origine dall'aggettivo sano, detto di terreno, in contrapposizione a rotto, che indica una terra 'lavorata' con l'aratro, esprimendo in tal modo il contrasto fra tale localitÓ ed i coltivi di Piedi Ruzza.

66. A questo punto, sulla sinistra, si incontra una importante mulattiera che proviene dalla zona di Fonte Bella ed, in definitiva, dal paese, detta con nome caratteristico ed esplicativo peÓta ella m¨la. Lungo tale via si trova la contrada seminativa dell'ulimÓccio, chiamata Olimaccio sulle carte IGM. In effetti, il nome Ŕ un derivato (suffisso accrescitivo -accio) di olmo, che forse era la varietÓ arborea presente in zona prima del disboscamento che ne permise la coltivazione.

67. Pi¨ defilata Ŕ la localitÓ detta vÓstro valendýno, una designazione che non pu˛ che risultare dall'incrocio della voce toponimica vasto 'luogo incolto', dal latino medievale guastus, di origine germanica, con un appellativo mastro che si riferisce al secondo termine, valendýno, interpretato come nome, 'Valentino'. Pi¨ probabilmente, si tratta di un personale Valente, *Valentus, aggettivato tramite il suffisso -ino.

68. Un solco vallivo che ha origine ai margini della contrada di ulimÓccio si getta pi¨ sotto nell'alta valle di Filetto. Si tratta del vallˇne rotŔlla, che trae il nome da un diffuso diminutivo di rota 'ruota', il cui valore semantico Ŕ per˛ piuttosto oscuro. Un secondo impluvio Ŕ quello di cupÓo, situato poco pi¨ a sud, il cui nome deriva dalla voce cupo, sia aggettivo che sostantivo, che designa avvallamenti incassati, secondo uno sviluppo fonetico non del tutto chiaro. Nei pressi, si troverebbero, secondo quanto affermato dai locali, le rˇtte ello pÓne, non segnate sulla cartografia IGM, e delle quali nulla si sa.

69. Tornando a descrivere le localitÓ alle pendici di Monte Ruzza, fra la carrozzabile e la strada bianca che vanno entrambe a Fogno, si trova ora il pianoro delle mÓndre tˇzze, che corrisponde alle Mandre Tozzi della cartografia IGM. Il termine mandra, va ricordato, indica dei recinti fatti con pietre a secco, mentre il secondo termine pu˛ essere tanto un aggettivo quanto, come suggerisce la versione 'ufficiale', un cognome locale.

70. All'estremitÓ del pianoro, si passa a monte della localitÓ del pÚzzo egliu barˇne, che ricorda la proprietÓ fondiaria della zona, prima della salita finale al valico di Capo la Forca.